Chi sono Io?

Chi sono Io?

06 dicembre 2011

Il sogno e il sognatore

Quando dormiamo immaginiamo realtà che non esistono e le chiamiamo sogni. Da svegli chiamiamo realtà ciò che ci appare, convinti che sia reale.
Ma non è così. Anche lo stato di veglia è un sogno, dove immaginiamo di essere un'entità individuale e separata, e dove tutto ci appare diverso e distante. Come nel sogno del sonno, anche ora non ci rendiamo conto che stiamo sognando; convinti di essere svegli, crediamo che ciò che ci appare sia la verità, la realtà. Intrappolati in un mondo creato dalla mente e dalla coscienza, obbediamo alle sue leggi, seguiamo i suoi principi, crediamo in tutto ciò che ci appare.
Stiamo dormendo nella coscienza, ed essa crea un'universo credibile, ma illusorio, come il sogno del sonno.
Come svegliarsi da questo sogno? Portando l'attenzione sul sognatore, su colui che sta immaginando il mondo. Invece che incamminarsi in questo sogno e perdersi in esso, ci fermiamo e portiamo l'attenzione sul soggetto, sulla coscienza che si vive separata e individuale e proietta fuori tutto ciò che essa crede di non essere.
Il sogno del sonno finisce quando ci rendiamo conto che stiamo sognando, che quello è un sogno. Allo stesso modo, questa realtà illusoria e separata termina nel momento in cui ci rendiamo conto che è solo una proiezione mentale della coscienza.
La parola Buddha significa risvegliato. Ecco ciò che ci attende: il risveglio dall'illusione e l'inizio della vita vera, al di là della mente e della coscienza.


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