Chi sono Io?

Chi sono Io?

10 agosto 2014

Infinita presenza

La tua assenza è infinita presenza.
In un attimo l'Io si dissolve e ciò che appare è un senso di infinita presenza. Una presenza che non ha confini, non ha qualità, è ovunque e permea tutto, e quella presenza sei tu.
Tu, proprio tu, al di là del tuo 'io' personale. 
Il piccolo 'io' in cui ti sei identificato per una vita intera si dissolve. Tu non ci sei più come persona, come identità, come 'io' personale e individuale. Ci sei come presenza infinita che permea tutto, la Realtà, l'Assoluto.
Finisce la persona, la Verità appare, e dal quel momento non sei più tu, non sei più ciò che hai creduto di essere per una vita intera, e ti senti finalmente in pace.

Cadono le montagne



Sono ciò che sono” è una bellissima realizzazione che avviene quando l’ego molla definitivamente la sua presa. 
Tutto il tempo tiene su il sipario, con le sue infinite identità e proiezioni. Noi siamo attori della sua commedia, siamo dentro una parte che dobbiamo recitare, e la recitiamo tutti i giorni, in ogni contesto, con chiunque incontriamo, ovunque siamo.
Ma arriva il momento in cui il sipario cade, e la verità si mostra. 
La Verità, quella assoluta, ciò che siamo realmente. Dopo una battaglia infinita dove continuamente cerchiamo di andare oltre noi stessi, ciò che ci appare di essere, ecco giungere quell’istante in cui tutto cade… la montagna crolla e ci ritroviamo proprio in ciò che siamo, quell’Essere senza nome e senza attributi, di una semplicità disarmante: siamo ciò che siamo.
Colmi di gioia piangiamo di gratitudine.

28 luglio 2014

Addestra la scimmia

Secondo gli orientali, la nostra mente è come una scimmia. Corre ovunque, non sta mai ferma, è anarchica e non conosce disciplina.
E' per questo che è così difficile meditare. Appena si chiudono gli occhi la mente inizia a girovagare senza tregua facendo fallire ogni nostro tentativo.
Ecco che, sempre gli orientali, ci esortano ad educarla sin da giovani. La mente è appunto come un'animale che può essere educato a seguire la nostra volontà.
Questo vale per la meditazione, ma ancora di più per la vita. Una mente educata bene conduce al successo in ogni campo, quando una mente indisciplinata non produrrà  nessun risultato di valore.
La meditazione è già di per sé un'educazione mentale. Cercare di rimanere fissi su un punto, che sia una candela, il respiro o la domanda "Chi sono Io?", riportando lì la mente ogni volta che scappa, è una grande disciplina e a lungo andare produce il suo effetto; la mente si ferma.
E quando la mente è ferma, inizia veramente la meditazione. Ora è tutto facile ed estremamente piacevole. Possono passare ore e ore in meditazione e non si vorrebbe mai smettere.
Ma soprattutto, con la mente ferma è possibile superare la barriera dell'Io e vivere l'Illuminazione, la consapevolezza della propria vera natura infinita ed illimitata.
Educare la mente significa poter disporre di uno strumento eccezionale, per la vita ordinaria e per quella spirituale, in grado di portarci oltre i nostri limiti e di raggiungere risultati straordinari in ogni campo.
 
 

27 luglio 2014

Lasciare andare tutto

La vera meditazione inizia quando lasciamo andare tutto.
Prima è solo esercizio di preparazione. La mente si distrae, scappa, indulge su cose futili, e noi continuamente la riportiamo alla meditazione; uno sforzo spesso estenuante che serve per educare la mente a rimanere ferma.
La vera sfida, il vero spartiacque è quando siamo sull'orlo del burrone e sappiamo che dobbiamo lasciarci andare completamente, perchè solo così vivremo l'esperienza spirituale.
L'ego ha una paura tremenda perchè per lui ciò significa solo precipitare, ma questa è forse la più grande delle illusioni. Nel momento in cui ci lasciamo andare entriamo su un piano spirituale e veniamo condotti verso la nostra vera natura.
Ma dobbiamo lasciare andare proprio tutto? Sì. Questo è il senso delle parole di Gesù quando dice che le porte del Paradiso sono strette e i ricchi non possono passarci. Molti lo hanno inteso in senso letterale ma il suo significato più profondo è che con l'ego non andiamo da nessuna parte. Viviamo, o meglio sopravviviamo, perchè questo è la sua funzione primaria, ma perdiamo il contatto con il piano spirituale, con quella fonte da cui tutto proviene.
Ci vuole coraggio per lasciare andare tutto, perchè ciò che vivremo prima di quell'atto supremo è una grande paura e un senso di infinita perdita, di morte... tutte illusioni dell'ego che fa il possibile per preservarsi e per dare continuità alla sua esistenza.

Quando chiudiamo gli occhi per meditare il nostro unico scopo sarà quello di lasciare andare tutto, ma proprio tutto, e senza alcuna direzione, meta, aspettativa o quant'altro ci lasciamo andare...

23 luglio 2014

Lasciare andare l'Io

Questa è la fase più delicata della meditazione. E' una porta che conduce in un altro mondo, l'esperienza spirituale. Fino a quella porta è l'Io che gestisce tutto, anche la meditazione. Si può rimanere per anni, anche per tutta la vita, su quella soglia senza riuscire ad andare oltre. Non esistono tecniche o trucchi per poterla varcare...Potete insistere quanto volete ma né l'intelligenza, né la determinazione né nessuna altra qualità umana potrà farvi varcare quella porta.

Lasciare andare l'Io è una scelta profonda e matura, che avviene quando il ricercatore per anni, forse per vite, è rimasto su quella soglia nel tentativo di superarla, diviso tra il bisogno di avere la sicurezza di un 'Io e il desiderio di sperimentare il suo vero essere, l'Infinito.
L'Io è una sicurezza, c'è poco da aggiungere... e finché la persona ne ha bisogno (o pensa di averne bisogno) non lo lascerà andare. L'anima quando è giovane ha tante insicurezze e si protegge con l'Io, uno scudo psichico che tieni ad una certa distanza il mondo. Così facendo però essa è distante anche dalla propria vera natura, quell'Infinito che è la sua vera casa, e per questo soffre.
E' in questa sofferenza che matura e che inizia a sentire il bisogno di tornare a se stessa, e il viaggio comincia. Un giorno giunge a quella soglia, e di nuovo si ferma a lungo a valutare se fare o meno l'ultimo passo. Questa fase può durare tantissimo, anche un'intera vita. E forse giunge l'attimo giusto  in cui l'anima va oltre e si fonde nell'Infinito. Un'estasi suprema di beatitudine e di gioia e la realizzazione dell'illusorietà dell'Io e di ogni divisione o separazione.