Chi sono Io?

Chi sono Io?
la via della meditazione e dell'Intensivo di Illuminazione

18 gennaio 2016

Dimorare nel Nulla - Hui Hai

"– Su che cosa deve stabilirsi e dimorare la mente?
– Deve stabilirsi sul non-dimorare e là dimorare.
– Cos’è questo non-dimorare?
– Significa non lasciare che la mente dimori su nessuna cosa di nessun genere.
– E cosa significa questo?
– Dimorare su nulla significa che la mente non si fissa sul bene o sul male, sull’essere o sul non-essere, sul dentro o sul fuori o da qualche parte tra i due, sul vuoto o sul non-vuoto, sulla concentrazione o sulla distrazione.
Questo dimorare su nulla è lo stato in cui essa deve dimorare.
Di coloro che lo raggiungono si dice che hanno la mente che non dimora; in altre parole, hanno la mente di Buddha. "(Hui Hai) 

Straordinario insegnamento. In poche parole dirette Hui Hai centra il punto fondamentale: finchè siamo interessati al mondo esterno, finché la nostra mente si fissa su qualcosa dentro o fuori di noi, non troveremo l'Illuminazione perchè essa è la totale assenza della mente e dei suoi movimenti.
La mente che non dimora - la mente di Buddha - la mente assente.

12 gennaio 2016

Dono la mia vita

Questa mattina inizio la meditazione e sento subito un forte richiamo interiore a donare tutta la mia vita all'Assoluto. Neanche quasi il tempo di chiudere gli occhi e vengo chiamato a lasciare andare tutto ciò che in questo periodo ho ricevuto... doni bellissimi, relazioni d'amore, affetto e amicizia, salute e gioia interiore... 
So che tutto questo non mi appartiene e non mi è mai appartenuto... sono doni dal Cielo e al Cielo appartengono... ma l'ego è sempre pronto a reclamarli, e così faccio un profondo respiro e lascio andare tutto, consapevole che potrei perderli per sempre.
Poi, come sempre accade quando dono tutto, tutto ritorna, ma con una nuova veste... una veste sacra dove io sono solo il custode, non il proprietario, e con dedizione mi prendo cura di tutto ciò che il Cielo mi ha dato in custodia.
Così comincio la mia giornata...

22 dicembre 2015

Oggi ho scelto

Questa mattina in meditazione ho sentito subito la mente partire con i suoi film. Nulla di drammatico o patologico... semplicemente il proiettore si accende ed inizia a proiettare fuori la mia realtà, quella che sarà la mia giornata.
Allora mi sono fermato, e ho scelto. Ho scelto un altro universo, un universo di pace e di amore. Ed ora mi sento così, di vivere una realtà parallela creata da quella mia scelta.

La verità è che noi creiamo tutto il tempo il nostro universo. Lo facciamo inconsapevolmente, lasciando questo potere alla mente e a tutti i suoi programmi, ed è per questo che non riusciamo a vedere che ciò che viviamo lo abbiamo creato noi.
Ma questo potere è a nostra disposizione. Il potere di scelta e di creazione è ciò che ci rende ciò che siamo, individui assoluti e totali. L'universo è la nostra ombra, un'ombra che creiamo in continuazione.
Possiamo scegliere cosa creare e cosa vivere.

15 dicembre 2015

Prima della coscienza

Qualunque cosa percepisco presuppone qualcuno che percepisce, un soggetto che sta dietro a tutto e che identifico con 'me'. Questa è una certezza, una conoscenza che non è pensata o ragionata, né intuita; semplicemente è così. Io sono e percepisco.
Senza questo soggetto non c'è percezione. Durante il sonno profondo ad esempio qualunque cosa accade intorno a me non la percepisco, e quindi per me non esiste. Se una zanzara mi punge non l'avverto. Se una persona mi parla non la sento, e così via.
Il mondo è se io sono. Non c'è mondo oggettivo lì fuori. C'è solo una proiezione di me stesso.
Questo 'me' tuttavia è falso; è nuovamente una percezione del sistema nervoso che ha bisogno di un centro per garantire meglio la sopravvivenza.
Questo centro non sono io. Non c'è un'individualità che è 'me'.
Ciò che realmente sono è prima di questa coscienza che percepisce. Prima di colui che vede, sente, tocca... prima di qualunque cosa.
Per giungere lì devo rimanere fermo in questo soggetto che percepisce, in questa coscienza che chiamo 'me', senza fare nulla, senza alcuna aspettativa o desiderio. Rimanendo completamente fermo essa si dissolve e ciò che appare è al di là di qualunque descrizione o percezione. Semplicemente è.


10 dicembre 2015

Sempre meno io

Man mano che la meditazione prosegue e diviene più profonda accade un graduale dissolvimento dell'Io.
Le prime folgoranti esperienze di illuminazione - dove la persona scopre l'illusorietà e la limitatezza del suo piccolo io - lasciano il posto ad un lavoro più maturo, sempre meno appariscente ma più serio, dove l'io gradualmente si dissolve in un nulla, un vuoto totale che è la propria vera natura.
Questo fa paura. L'io teme e resiste alla propria fine. Per questo molti si fermano prima, alle esperienze folgoranti, mentre pochi hanno la maturità e il coraggio di andare avanti ed iniziare questo processo profondo di purificazione e di dissolvimento.
La paura più profonda è quella di non esserci più, di morire, di vedere crollare il proprio mondo. Questo vuoto atterrisce e spaventa oltre misura l'Io che ha nella sua sopravvivenza e continuazione lo scopo fondamentale e il centro di tutta la sua apparente esistenza.
I percorsi spirituali veri sono sempre stati osteggiati nel corso della storia, e oggi più che mai perchè viviamo in un mondo che fa dell'Io e della sua esaltazione il punto centrale.
Ma è qui che si gioca veramente la maturità di una persona - nella sua capacità di lasciare andare questo io invece che elevarlo oltre misura.
Questo graduale dissolvimento è in realtà un progressivo ritrovarsi nella totalità assoluta dove l'io e la personalità - i vestiti che indossa - non trovano posto, dove tutto appare nella sua reale natura infinita ed illimitata, e dove noi troviamo finalmente pace e silenzio.